da: www.unabasesicura.it


Alterazioni dell' attaccamento

La qualità dell’attaccamento rispecchia le esperienze del bambino di soddisfazione o meno del suo bisogno di protezione da parte della figura di riferimento principale (in genere la madre).

La protezione dai pericoli è la funzione principale dell’attaccamento, ma il genitore, oltre a proteggere attivamente il bambino dai pericoli, gli trasmette anche insegnamenti ed esempi sui pericoli da cui guardarsi; le informazioni riguardanti la previsione e la protezione dal pericolo sono per la Crittenden alla base della qualità dell’attaccamento.

Altri aspetti genitoriali fondamentali affinché il bambino possa costruire un attaccamento sicuro sono: la disponibilità affettuosa del genitore verso il bambino, la costanza di questa disponibilità e quindi la sua prevedibilità da parte del piccolo e la mancanza di intrusività da parte del genitore, cioè la sua non-interferenza con la ricerca esplorativa e l’autonomia del figlio.

Quando il genitore non protegge adeguatamente o non è affettuosamente disponibile o lo è in modo incostante e imprevedibile oppure è intrusivo, ne derivano tipi di attaccamenti insicuri o non-organizzati, che possono essere evidenziati nel bambino già al termine del primo anno di vita. calder
In alcuni casi, il genitore, costantemente preoccupato per pericoli - per lo più potenziali - tende a basarsi non sulle informazioni cognitive ma sul suo proprio tono emotivo: col bambino non è costantemente disponibile, oscillando dall’iperprotezione a momenti di non disponibilità (in quanto troppo invischiato con le proprie emozioni).
Il bambino non ha modo di imparare a basarsi su proprie e dirette esperienze di pericoli (che non vive realmente in quanto pericoli non attuali) per cui, per adeguarsi alla figura di attaccamento, tende a basare il suo funzionamento sull’ imprevedibile e ambivalente emotività del genitore.
Il soggetto con attaccamento insicuro-preoccupato basa le sue previsioni di pericolo prevalentemente o esclusivamente su informazioni di tipo affettivo, spesso con aumento delle aspettative di pericolo e quindi con comportamenti di protezione anche in circostanze sicure.
Altre volte il genitore rifiuta costantemente i comportamenti d’attaccamento, evitando il contatto affettivo col bambino; ne può derivare un attaccamento insicuro-distanziante.
Il soggetto cresciuto con attaccamento insicuro-distanziante si affida solo sulle informazioni di tipo cognitivo, con relativa esclusione dell’affettività.
In entrambi i tipi insicuri d’attaccamento, il bambino sviluppa una regolazione delle emozioni non ottimale e presenterà lievi deficit di monitoraggio cognitivo delle proprie emozioni (metacognizione).
Infine, nei casi più gravi, con genitore psichicamente disturbato, il bambino non riesce ad organizzare uno schema stabile d’attaccamento.
Il funzionamento mentale che si sviluppa sulla base di un attaccamento disorganizzato è caratterizzato dall’attribuzione di significati dissociati alle emozioni suscitate dall’attaccamento in sé e nell’altro.
La disorganizzazione dell’attaccamento nella prima infanzia – pur essendo compatibile con una discreta salute mentale in assenza di successivi eventi traumatici – è un fattore di rischio per successivi disturbi psicopatologici.

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