da: www.unabasesicura.it


L' attaccamento e la coppia

La teoria dell’attaccamento è nota spesso solo per la Strange Situation, dove si osservano le reazioni del bambino alla separazione e poi al ricongiungimento con la madre. Questa situazione sperimentale è valida solo per i bambini con un’età intorno a 1- 2 anni e quindi di limitata utilità clinica.
Se la teoria dell’attaccamento fosse solo questo, sarebbe ben poca cosa.

Invece la teoria dell’attaccamento è un complesso sistema teorico che fornisce uno schema di riferimento, convalidato da centinaia di esperimenti ed osservazioni, di come si struttura la personalità e di come questo avviene a partire dall’interazione tra bambino ed i genitori.

Inconscio e rappresentazioni mentali.

La psicologia dell’attaccamento condivide con la psicoanalisi il concetto di inconscio, ma intende l’inconscio come l’insieme delle rappresentazioni mentali che sfuggono alla coscienza dell’individuo. Le rappresentazioni mentali sono alcune coscienti, altre inconsce, ma derivano tutte dalle esperienze, come vissute soggettivamente.
La nostra mente rielabora in continuazione la percezione che abbiamo di noi stessi e degli altri rispetto a noi.
Quindi rappresentazione del sé e rappresentazione degli altri rispetto al sé.
Il concetto teorico di rappresentazione mentale a ben vedere coincide con quello di memoria. Su queste rappresentazioni o su queste memorie, l’individuo basa il suo comportamento.

Emozioni e sistemi motivazionali

Mentre le rappresentazioni mentali costituiscono la base, la mappa su cui si orienta l’individuo nel suo agire, le emozioni ci aiutano a capire i motivi per cui l’individuo agisce e, in particolare, perché e come interagisce con gli altri.
Cosa sono le emozioni?
Secondo Liotti (1) ed altri autori cognitivo-evoluzionisti, le emozioni costituiscono veri e propri segnali di disagio o di benessere.
Le emozioni negative denotano situazioni di carenza, mentre le sensazioni positive indicano il soddisfacimento.
Le emozioni sono specifiche per ogni funzione, o meglio, per ogni sistema di motivazioni.
Ad esempio, per quello che riguarda l’attaccamento, la paura, la collera, la tristezza, sono tutte emozioni che il bambino prova alla separazione dalla madre, mentre il senso di conforto o di sicurezza è dato dalla situazione di contatto, di prossimità al genitore. Le emozioni sono segnali attivati dal sistema motivazionale dell’attaccamento per raggiungere o mantenere la meta di questo sistema, che è appunto la vicinanza protettiva del genitore.
Se proviamo ad immaginarci la situazione degli uomini primitivi, possiamo comprendere come la protezione assicurata dal genitore (e quindi la difesa da animali o altri pericoli) fosse più importante anche del cibo per assicurare la sopravvivenza dei piccoli; ecco il vantaggio assicurato (ai fini della diffusione della specie) da un sistema innato che motiva il piccolo ad assicurarsi sempre la vicinanza del genitore.
Come gli animali, l’essere umano nasce con un corredo di “sistemi motivazionali” (attività mentali complesse, in gran parte inconsce).
Così, all’attaccamento del bambino corrisponde nell’adulto un sistema motivazionale complementare: il sistema dell’accudimento (ovvero della innata tendenza dell’adulto a prendersi cura del piccolo).
Inoltre sono stati individuati altri sistemi motivazionali: agonistico, cooperativo e sessuale. Ognuno di questi sistemi, tra cui l’attaccamento resta il più importante e determinante, ha un proprio registro di emozioni specifiche.
Nel sistema motivazionale dell’accudimento ci sono emozioni negative (dalla preoccupazione alla colpa) che informano su situazioni di carenza e sensazioni positive (di tenerezza protettiva e di gioia), associate invece al soddisfacimento della funzione propria del sistema.
Nel sistema agonistico, difficoltà nella competizione suscitano invidia, vergogna, umiliazione, tristezza, paura o collera, mentre un successo determina emozioni di superiorità, trionfo, orgoglio, disprezzo.
Nel sistema cooperativo, le difficoltà di collaborazione comportano emozioni di isolamento, sfiducia, colpa, rimorso e odio mentre buone collaborazioni portano emozioni di empatia, condivisione, fiducia e gioia.
Il sistema motivazionale della sessualità annovera emozioni “negative” quali paura (del rifiuto), pudore e gelosia ed emozioni “positive” di desiderio, piacere e di mutualità erotica.
Potremmo dire che la conclusione ideale dello sviluppo, al termine dell’adolescenza, sia la capacità di riconoscere le proprie e le altrui emozioni; ma per poterlo fare in modo corretto, cioè senza scambiare una situazione per un’altra, occorre aver avuto positive esperienze d’attaccamento che abbiano sedimentato una positiva rappresentazione di sé e degli altri.
In altri termini, il sistema motivazionale dell’attaccamento, le emozioni e le esperienze vissute, le rappresentazioni mentali, sono tutti elementi “intrecciati”, con reciproche e complesse influenze.
Il bambino, nel suo sviluppo, costruisce nella propria mente modelli di se stesso e degli altri, basati sulla ripetizione delle esperienze vissute con la figura di riferimento più importante.
Queste rappresentazioni delle interazioni, una volta generalizzate, formano modelli mentali stabili su cui il bambino basa le sue previsioni relative al comportamento degli altri e quindi il suo comportamento sociale.
La relazione di attaccamento costituisce perciò la matrice su cui si forma la rappresentazione mentale di se stesso e degli altri. Questi modelli rappresentazionali, chiamati "modelli operativi interni", diventano ben presto inconsapevoli, tendono ad essere stabili nel tempo e possono influenzare fortemente le successive relazioni affettive, che in un modo o nell’altro tenderanno a ripetere la primitiva relazione che l’individuo ha sperimentato da bambino con la propria figura di attaccamento.

La coppia

L’individuo che si è costruito uno schema mentale (per lo più inconscio) di come è l’altro e di come lo tratterà, finisce facilmente per selezionare proprio le persone che hanno quelle caratteristiche; il suo comportamento sarà complementare e finirà per rinforzare quello dell’altro, in una sorta di circolo vizioso.
Così la persona che ha un modello di se stesso reso sicuro da esperienze di amorevoli cure e un modello degli altri come persone di cui fidarsi, è in grado di riconoscere negli altri i segnali di affidabilità e di interesse o quelli di superficialità e disinteresse, e sarà accurato nella scelta e individuerà come partner una persona in linea con queste sue aspettative.
Chi invece non ha sedimentato esperienze di amorevoli cure e non si sente degno di essere amato o ritiene di essere autosufficiente, cercherà inconsapevolmente come compagno di vita chi conferma queste rappresentazioni mentali. Così, è estremamente facile che una donna, già maltrattata da un padre violento e aggressivo, qualora non abbia analizzato a fondo il problema, abbia la tendenza a trovare un partner violento, nonostante sogni un uomo dolce e accudente.

Attaccamento di coppia

Bowlby affermava che l’attaccamento caratterizza l’essere umano dalla culla alla tomba; ma, abituati a concepire l’attaccamento come relazione tra genitore e bambino, colpiscono alcune evidenti differenze tra la relazione di coppia (2), intesa come attaccamento tra pari, rispetto all’attaccamento del bambino ai genitori.
La reciprocità. Il legame d’attaccamento infantile è caratterizzato (o almeno dovrebbe esserlo) dalla complementarietà: il bambino cerca mentre l’adulto offre conforto, sicurezza e protezione. Il legame di coppia invece è caratterizzato dalla reciprocità: ciascun partner può fornire o essere oggetto delle cure del compagno.
La sessualità. Nell’età adulta, la figura di attaccamento è un pari, di solito il partner sessuale. L’attrazione fisica assume un’importanza rilevante sia nella fase iniziale della scelta del compagno, che successivamente come elemento in grado di stimolare la ricerca della vicinanza e del contatto fisico con l’altro. La sessualità gioca un ruolo fondamentale, perché permette alla coppia di sperimentare un alto grado d’intimità reciproca.
L’ esplorazione. Nell’infanzia le attività esplorative sono subordinate alla base sicura offerta dalla figura d’attaccamento; nell’età adulta, invece, l’autonomia rispetto al partner è sicuramente maggiore, se non totale.
La storia passata. Un’altra differenza importante è che mentre per il bambino il rapporto con la madre rappresenta la prima esperienza di attaccamento, negli adulti, le precedenti esperienze, sia di attaccamenti infantili sia di relazioni sentimentali, costituiscono un bagaglio esperenziale e rappresentazionale che deve essere adattato ed integrato, per il successo della nuova relazione.
Ma nonostante tutto ciò, possiamo considerare la relazione di coppia una relazione fortemente condizionata dall’attaccamento, in virtù di alcune similitudini con la relazione madre-bambino.
Tutte le relazioni di attaccamento sono scomponibili in tre funzioni specifiche: base sicura, rifugio e vicinanza.
La presenza della madre garantisce al bambino la base sicura per compiere le sue esplorazioni dello spazio fisico o di stabilire contatti con altre persone. Quando spaventato, il bambino cessa la sua esplorazione e torna dal rifugio costituito dalla madre, per avere protezione e conforto. Il bambino protesta attivamente qualora allontanato dalla madre, con cui mantiene sempre una certa vicinanza, in modo da poter contare sulla base sicura e rifugio, che questa assicura.
Il rapporto di coppia non è subito, fin dall’inizio un legame di attaccamento, ma lo diventa gradualmente.
L’attaccamento si instaura dapprima con la ricerca della vicinanza, sostenuta anche dall’attrazione sessuale, in entrambe le relazioni c’è una ricerca del contatto, dello scambio di affettuosità e di non trovarsi mai, anche nell’autonoma attività esplorativa, troppo distanti.
Poi, nelle situazioni difficili l’individuo si sente confortato e rassicurato dalla presenza del partner, che viene considerato anche quale rifugio.
Infine, confidando sulla sua continua disponibilità e sensibilità, come base sicura, che facilita i comportamenti di ricerca della vicinanza e, nel tempo, una vasta gamma di attività cognitive ed affettive.

Tipologie

Pur con l’aggiunta del ruolo del sistema motivazionale sessuale e con la reciproca attivazione dei sistemi di attaccamento e di accudimento, il rapporto di coppia ha caratteristiche molto simili a quelle dell’attaccamento infantile e, come dell’attaccamento infantile, anche dell’attaccamento di coppia possono essere distinte diverse tipologie.
L’attaccamento di coppia dell’individuo sicuro è caratterizzato da fiducia e intimità: i soggetti che hanno un funzionamento mentale equilibrato, sono caratterizzati da una buona stima di sé (sentito come meritevole di amore) e del partner (percepito come generalmente ben disposto e sensibile); per cui si trovano a proprio agio sia nell’autonomia che nell’intimità.
Le relazioni sentimentali sicure sono caratterizzate da una disponibilità a dare cure e a chiedere cure da entrambi i partner, nonché da una capacità di essere autonomi. Il rapporto di coppia è relativamente privo di gelosia ed è mantenuto anche grazie alla capacità di parlare, ragionare e negoziare nei momenti di contrasto.
L’attaccamento di coppia del soggetti preoccupati è invece caratterizzato dalla preoccupazione per la relazione. Questi individui hanno una bassa stima di sé stessi (con sensazioni di non essere degni di attenzione e di amore) combinata con una valutazione positiva degli altri, che li porta a cercare di accettarsi attraverso l’approvazione della persona amata. Il rapporto è segnato da alti e bassi emotivi, da un atteggiamento ossessivo nei confronti del partner, spesso idealizzato, dalla tendenza a cercarne l’appoggio e da un’estrema gelosia.
L’attaccamento distanziante è caratterizzato da paura o rifiuto dell’intimità e da una più bassa incidenza di esperienze positive. I soggetti distanzianti mostrano una positiva valutazione di sé associata ad una negativa disposizione nei confronti dell’altro, percepito come mal disposto, inaffidabile o rifiutante, per cui si proteggono dal temuto rifiuto evitando un forte coinvolgimento emotivo e mantenendo un senso di indipendenza e invulnerabilità.
L’attaccamento di coppia non-organizzato è estremamente fragile, difficilmente durevole, in quanto caratterizzato da modelli mentali molteplici ed incoerenti, da comportamenti imprevedibili, da rifiuto dell’intimità e della dipendenza, valutazione di sé e dell’altro entrambe stabilmente negative. Ne deriva l’impossibilità a stabilire rapporti di coppia se non con soggetti altrettanto disturbati, in un drammatico gioco di scissioni nella percezione di sé e dell’altro, avvertiti alternativamente come salvatore, vittima e carnefice (1).

Scelta del partner

In generale, nei singoli individui, le tipologie di attaccamento di coppia risultano correlate alle passate esperienze di attaccamento infantile.
La correlazione non è assoluta, vincolante: Bowlby parlava di percorsi evolutivi, a proposito della relativa stabilità dei pattern di attaccamento, che possono essere modificati, sia in meglio, che in peggio, dalle esperienze successive.
Alcune ricerche suggeriscono inoltre che, nella scelta del partner, possono essere  privilegiate figure che ricordano, per quanto riguarda l’attaccamento, il genitore di sesso opposto, anche se possono intervenire molti altri fattori: attrazione fisica, comunione di interessi, affinità, ecc.
Coppie sicure
Sembra che, in una relazione stabile, venga scelto quel tipo di partner che conferma la percezione di sé e degli altri e giustifica le ripetizione dei propri modelli relazionali; così i soggetti sicuri tendono ad unirsi con altri soggetti sicuri. Il tipo di attaccamento di coppia influenza lo sviluppo della relazione, come soddisfacimento e come durata: ovviamente, le coppie costituite da entrambi i soggetti sicuri, hanno maggiori probabilità di costituire rapporti stabili e soddisfacenti.
Coppie Insicure
Invece i soggetti insicuri, quelli di tipo distanziante o preoccupato, tendono a scegliere un partner insicuro, ma con uno stile di attaccamento diverso dal loro,  e tendono a comportarsi in modo non costruttivo nelle situazioni conflittuali, acuendo il contrasto.
Come i bambini preoccupati nella “strange situation” piangono e protestano, gli adulti preoccupati, in un momento di contrasto nel rapporto di coppia, possono tendere a ribadire il proprio punto di vista e l’importanza delle proprie necessità personali con toni esasperati e controproducenti.
Similmente al ritiro e fuga dei bambini distanzianti nella “strange situation”, gli adulti distanzianti, in situazione di conflitto di coppia, possono tendere a tenere il broncio rifiutandosi di parlare ed a “lasciar fare” (ognuno fa quello che vuole indipendentemente dall’altro).
Così, in un conflitto all’interno di una coppia distanziante-preoccupato si può instaurare una spirale negativa tra l’espressione del proprio malcontento da parte del soggetto preoccupato, che motiva un allontanamento del partner distanziante, che provoca un ulteriore malcontento nel primo e così via; in una sorta di collusione di coppia, il distanziante giustifica la propria necessità di mantenere le distanze psicologiche da un partner preoccupato che aspira ad un’intimità eccessiva, mentre questi vede confermata la propria insicurezza e dipendenza.
1) Liotti Giovanni - Le opere della coscienza - Raffaello Cortina, Milano, 2001
2) Santona Alessandra e Zavattini Giulio Cesare - La relazione di coppia- Edizioni Borla, Roma, 2007
torna home page