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La Prospettiva Evoluzionistica

verso un modello unitario del funzionamento mentale e cerebrale...

Etologia e sistemi motivazionali

Sigmund Freud aveva teorizzato le pulsioni lipidica e di morte, quali fattori primari della vita psichica: “supponiamo … che nella vita psichica sia operante una specie di energia”.
Una volta accantonata la teoria pulsionale, Bowlby, per spiegare l’origine del comportamento e di tutta la vita psichica, ha formulato un’altra teoria della motivazione.
L’etologia mostra come negli animali sono individuabili alcuni comportamenti, anche complessi, comuni a tutti gli individui della stessa specie e che in gran parte non hanno bisogno di un apprendimento.
Ad esempio, Bowlby porta una coppia di uccelli dove: “il maschio identifica il territorio e la località per il nido, scaccia gli altri maschi, attrae la femmina e la corteggia, i due costruiscono il nido, si accoppiano, la femmina depone le uova, il maschio e la femmina o solo la femmina, le covano, la coppia nutre i piccoli, la coppia tiene lontani i predatori. Ognuna di queste attività comprende diverse sequenze comportamentali per ciascun uccello e ogni movimento e ogni sequenza sono di per sé complessi, come il cantare o il costruire, e tuttavia sono eseguiti in modo da adattarsi alle circostanze particolari della località”.
Questi comportamenti sono attivati da uno stimolo (interno o ambientale), funzionano con meccanismo di controllo a feedback, e cessano una volta raggiunta la meta, inoltre mostrano una continuità tra le diverse specie, con una maggiore modificabilità a seconda dell’ambiente nelle specie più evolute.
Bowlby, facendo riferimento agli studi etologici, alla psicologia sperimentale ed alla neurofisiologia, individua gli elementi determinanti il funzionamento psichico nelle predisposizioni o tendenze innate (distinte dagli istinti propriamente detti), frutto della lunga storia di evoluzione dei primati, che indirizzano l'attività mentale ed i comportamenti.
Queste tendenze innate, definite da Bowlby "sistemi motivazionali" e concepiti come sistemi non troppo diversi dai meccanismi fisiologici che regolano l’omeostasi biologica, si configurano come sistemi di regolazione del comportamento che riguardano bisogni corporei, la riproduzione e le modalità basilari di interazione sociale.
I sistemi motivazionali possono essere plasmati dall'apprendimento e dalla cognizione, inoltre non richiedono la coscienza per operare, ma c'è reciproca influenza tra operazioni coscienti e disposizioni innate, in particolare, le disposizioni innate alla relazione sociale, divengono coscienti in forma di esperienze emozionali.
Il significato adattativo, in senso evoluzionistico, di questi "sistemi motivazionali" è nel consentire la sopravvivenza e la diffusione non dell’individuo ma della specie.
Per quanto riguarda la specie umana (“homo habilis”), occorre tenere presente che, essendo comparsa ben due milioni d’anni fa, l’ambiente di riferimento è quello assolutamente primitivo, precedente anche all’introduzione dell’agricoltura, introdotta solo da diecimila anni.
La dotazione “istintiva” dell’uomo attuale è quella che ha consentito la sopravvivenza della specie umana nelle ere preistoriche.
Per Bowlby il più importante dei sistemi motivazionali è quello dell’attaccamento, il cui significato evolutivo è l'aver consentito la sopravvivenza dei cuccioli d’uomo nella avverse condizioni ambientali preistoriche.  

Gli altri sistemi motivazionali

Ma il sistema motivazionale dell’attaccamento non è l’unico “organizzatore” della psiche umana.
Già nel 1872, Darwin aveva descritto nel libro pionieristico "L'espressione delle emozioni negli uomini e negli animali" alcuni comportamenti simili nell’uomo e negli animali, poi Bowlby, nel primo volume della trilogia, allo scopo dichiarato di costruire una teoria delle motivazioni che sostituisse quella freudiana delle pulsioni, ha basato la teoria dell’attaccamento sugli studi etologici che dimostrano la presenza di questo sistema motivazionale nelle specie animali più evolute.
Mentre gli etologi continuavano i loro studi sui sistemi motivazionali evidenziabili negli animali, la ricerca psicologica li ignorava, confermando così il pensiero di Lorenz: gli uomini non gradiscono essere paragonati agli animali.
Poi, nel 1989, sono stati pubblicati due libri sui sistemi motivazionali attivi nell’uomo: uno “Human nature and suffering” di Paul Gilbert, psicologo cognitivista inglese, e l’altro “Psychoanalysis and  motivation” di Joseph Lichtenberg, psicanalista americano.
I modelli teorici proposti da questi due autori differiscono notevolmente anche perché appartengono ad orientamenti teorici diversi: Lichtenberg si rifà alla psicologia del sé ed alla Infant research, mentre Gilbert alla teoria dell’attaccamento e alla psicologia cognitiva.
Tra i contributi successivi c’è quello di Liotti, che ha proposto una diversa classificazione dei sistemi motivazionali, collegandoli alla suddivisione in tre livelli delle attività e strutture cerebrali, proposta MacLean.
Così Liotti elenca [1] :
1) al livello più primitivo, delle strutture del tronco encefalico e dei nuclei della base, presenti già nei rettili:
- sistemi di regolazione fisiologica (alimentazione, termoregolazione, sonno, ecc);
- un sistema esplorativo, che ha la funzione di ricerca di possibili nuove risorse;
- un sistema predatorio, ben evidente negli animali carnivori;
- un sistema di difesa, nato come complementare a quello predatorio, per non diventare pasto di un leone o di una tigre, quindi con la funzione di individuare velocemente i pericoli presenti nell’ambiente, suscitando emozioni di ansia e paura, che motivano ad agire prontamente di fronte alla minaccia individuata;
- la parte più arcaica del sistema competitivo, relativa alla competizione per il territorio;
- il sistema sessuale, finalizzato all’atto sessuale, non alla formazione della coppia.  
2) Ad un livello intermedio, dell’amigdala e sistema limbico, presente negli uccelli e mammiferi, appartengono i sistemi motivazionali che consentono il riconoscimento durevole dei con specifici:
- il sistema dell’ attaccamento,
- il sistema dell’ accudimento, complementare all’attaccamento,
- il sistema competitivo o avversivo, sia come competizione per il partner che per il rango nella gerarchia sociale;
- il sistema sessuale, esteso alla formazione della coppia;
- il sistema cooperativo, presente solo nei primati, che ha consentito lo svilupparsi nell’uomo di sistemi motivazionali più evoluti (condivisione dell’attenzione, gioco sociale e  affiliazione al gruppo) che possono comunque essere considerati all‘interno del sistema cooperativo.  
3) Infine al livello superiore, della corteccia cerebrale, proprio solo dell’uomo: - intersoggettività (che include meta-cognizione, mentalizzazione e teoria della mente) - costruzione di significati.  
Oltre ai sistemi considerati da Liotti, è stato descritto anche un sistema edonico, dove la competizione non è giocata verso un rivale, ma rivolta ad avere una affermazione sociale attraverso alleanze.
E’ questa una forma di competizione evidente per esempio fra gli scimpanzé e il primo a riconoscerne l’importanza è stato il biologico comportamentale Michael Change.
Nell’ambito del sistema edonico, il competitore cerca di attrarre i compagni e di guadagnare status agli occhi degli altri appartenenti al gruppo (si pensi a facebook); le persone attraenti sono investite di prestigio, assumono ruoli di comando e hanno accesso a maggiori risorse rispetto ai rivali di minor successo.
[1] Liotti G. Monticelli F. – I sistemi motivazionali nel dialogo clinico – Raffaello Cortina Editore – Milano, 2008

Sistemi motivazionali interpersonali *

I sistemi motivazionali vanno considerati come potenti propensioni o tendenze all’azione dotate di una base innata ma poi influenzati dall'apprendimento, non come incoercibili e immodificabili istinti; nelle specie più vicine all’uomo, i sistemi motivazionali che regolano le diverse forme basilari di relazione sociale sono ambientalmente labili, ovvero sono plasmati dall’apprendimento in maniera sempre più individuale mano a mano che ci si avvicina alla complessità del cervello umano.
Ciascuno di questi sistemi regola i comportamenti e le emozioni tipici di una specifica forma di relazione interpersonale che è emersa nell’evoluzione dei mammiferi e dei primati.
Questi sistemi regolano le interazioni sociali finalizzate a:
- sistema dell'attaccamento: chiedere cura, protezione, conforto;
- sistema dell'accudimento: dare cura, protezione, conforto;
- sistema competitivo o di rango: competizione finalizzata a definire il rango sociale;
- sistema cooperativo: perseguimento congiunto di un obiettivo condiviso;
- sistema sessuale: formare e mantenere la coppia sessuale.
Ciascun sistema motivazionale interpersonale si attiva o si disattiva in determinate situazioni:
- sistema dell'ATTACCAMENTO:
  attivato da: fatica, dolore fisico o emozionale, percezione di vulnerabilità,
  disattivato da: vicinanza protettiva o protratta impossibilità di conseguirla;
- sistema dell'ACCUDIMENTO:
  attivato da: segnali di richiesta di protezione, 
  disattivato da: segnali di sollievo e sicurezza dell'altro;
- sistema COMPETITIVO o di rango:
  attivato da: percezione che una risorsa è limitata, segnali di sfida da un membro del gruppo,
  disattivato da: segnali di resa o sottomissione;
- sistema COOPERATIVO:
  attivato da: percezione di un obiettivo comune (risorsa percepita come non limitata),
  disattivato da: conseguimento dell'obiettivo congiunto o tradimento;
- sistema SESSUALE:
  attivato da: livelli ormonali, segnali comportamentali,
  disattivato da:  orgasmo.
Inoltre ogni sistema motivazionale interpersonale dà luogo a una specifica forma di percezione e cognizione interpersonale; per esempio, il sistema di attaccamento comporta la percezione di sé come vulnerabile e bisognoso di aiuto e conforto, e dell’altro come fonte di sostegno e  protezione, mentre il sistema cooperativo facilita la percezione di sé e dell’altro come simili nell’intenzionalità e affiancati pariteticamente nel perseguire un obiettivo comune.

Emozioni e sistemi motivazionali *

Ciascun sistema motivazionale quando attivato comporta specifiche emozioni, alcune connesse al raggiungimento della meta, altre invece nel caso di ostacolo al raggiungimento della meta.
- sistema dell'ATTACCAMENTO:
  raggiungimento: conforto, gioia, sicurezza, fiducia,
  ostacolo: paura (da separazione), collera (protesta), tristezza (da perdita), disperazione,
                e (infine) distacco emotivo;
- sistema dell'ACCUDIMENTO:
  raggiungimento: tenerezza protettiva, gioia,
  ostacolo: sollecitudine ansiosa, compassione, colpa;
- sistema COMPETITIVO o di rango:
  raggiungimento: superiorità, potenza, orgoglio, trionfo,
  ostacolo: paura (da giudizio), collera (da sfida), tristezza (da sconfitta), vergogna,
  umiliazione, disprezzo, invidia;
- sistema COOPERATIVO:
  raggiungimento: empatia, lealtà, condivisione, fiducia, gioia,
  ostacolo: isolamento, sfiducia, colpa, rimorso;
- sistema SESSUALE:
  raggiungimento: desiderio erotico, piacere, mutualità erotica,
  ostacolo: pudore, paura (da rifiuto), gelosia, dolore.

L'architettura motivazionale *

I sistemi motivazionali interpersonali sono caratterizzati da una profonda tendenza a sintonizzarsi reciprocamente nei due individui interagenti: l’attivazione dell’attaccamento in un individuo tende a risvegliare il sistema di accudimento nell’altro con cui interagisce; il sistema di rango innescato in un individuo attiva lo stesso sistema nell’altro e lo stesso può dirsi per i sistemi sessuale e cooperativo.  
Il comportamento sociale può essere studiato anche dal punto di vista neurobiologico; fondamentali a riguardo sono le ricerche e le intuizioni concettuali di Paul MacLean, ed in particolare, per lo studio delle emozioni è importante considerare anche gli aspetti biologici, tenendo conto che i sistemi motivazionali si sono strutturati con l’evoluzione delle specie, in parallelo all’evoluzione dell’encefalo; l'evoluzione è il principio organizzatore che ha plasmato sia la struttura del sistema nervoso sia i comportamenti di adattamento sociale.
L'insieme dei diversi sistemi motivazionali costituisce un’architettura gerarchica che riflette la sequenza con cui essi sono comparsi nell’evoluzione della vita sulla Terra; secondo la teoria di MacLean, il cervello umano è strutturato su tre livelli.
1) Il primo livello (il "cervello rettiliano") corrisponde al tronco encefalico, i cui sistemi (alimentazione, raccolta, difesa, esplorazione, territorialità) evoluzionisticamente più antichi e già presenti nei rettili, regolano l’omeostasi corporea e la sopravvivenza, con particolare importanza nell'uomo della ricerca di cibo (perché include il sistema motivazionale predatorio) e, specialmente, del sistema di difesa.
Sopravvivere in un ambiente difficile, come è certamente l’ambiente in cui si è sviluppata ogni forma di vita sulla Terra, dove oltre ai pericoli dell’ambiente inanimato vi sono quelli costituiti dagli animali predatori, richiede un sistema motivazionale deputato alla difesa dell’incolumità.
L’evoluzione ha fornito molte specie di mammiferi di un sistema di difesa che si esprime con quattro risposte fondamentali, riassumibili nella letteratura anglosassone con la comune iniziale “f”: fight (lotta), flight (fuga), freezing (immobilità ipertonica con conservata padronanza sulla motilità) e faint (immobilità ipotonica con perdita della padronanza sulla motilità).  
2) I sistemi motivazionali sociali (attaccamento, accudimento, sessualità, competizione, cooperazione) hanno come struttura neurologica il "sistema limbico".
Il sistema limbico costituisce il livello intermedio, tipico dei mammiferi, comprendente i sistemi motivazionali  sociali che regolano le interazioni fondamentali con i membri della propria specie. 3) Gerarchicamente sovraordinato è il livello della neocorteccia, tipico della specie umana ("the highest level" di Jackson), costituito dai sistemi conoscitivi superiori: sistemi, evoluzionisticamente più recenti, che motivano alla condivisione intersoggettiva dell’esperienza, al linguaggio, alla funzione di realtà ed alla sintesi personale dei significati che culmina nell’esperienza di un Io che si percepisce nel tempo passato, presente e futuro.
Essi organizzano la propensione tipicamente umane a comprendere e prevedere la realtà, a riflettere sui contenuti mentali propri e altrui (metacognizione, mentalizzazione, Teoria della Mente).  

Allo schema di Mac Lean, Jim Henry, un'altro neuroscienziato statunitense, ha suggerito di aggiungere un quarto livello, rappresentato dall'emisfero sinistro, quale sistema filogeneticamente più recente e proprio della nostra specie.

Funzionamento gerarchico e in parallelo *

I sistemi motivazionali sono specializzati in funzioni essenziali per la sopravvivenza e per la vita sociale, ciascuno funzionalmente indipendente dagli altri.
Ogni sistema motivazionale, una volta attivato, organizza le funzioni mentali e la condotta nella direzione della meta del corrispondente sistema motivazionale, fino a che tale meta non è raggiunta o abbandonata.
A quel punto, in funzione dei cambiamenti ambientali o dei mutevoli bisogni corporei o relazionali, un diverso sistema motivazionale interviene a indirizzare verso una nuova meta, comportamento, emozioni e contenuti cognitivi.
Pur operando in quella dimensione inconscia che è già radicata nella fisiologia del cervello di tutte le specie mammifere, i sistemi motivazionali di base sono potenzialmente regolabili dalle funzioni superiori della coscienza. In generale, i sistemi, evoluzionisticamente più recenti (quelli relativi alle funzioni della coscienza), esercitano un certo grado di controllo sui sistemi motivazionali sociali, evoluzionisticamente più antichi, e questi ultimi, a loro volta su quelli ancora più arcaici.
Ma questo controllo gerarchico è solo parziale, in quanto nell'uomo, gli stimoli ambientali capaci di attivare un sistema di livello gerarchicamente inferiore possono farlo direttamente, eludendo il controllo del livello gerarchico intermedio e creando una situazione in cui sistemi del livello più alto e quelli del sistema più basso possono essere attivi in parallelo.
Questa flessibilità nell’attivazione di sistemi a diversi livelli della gerarchia motivazionale comporta la possibilità di conflitti fra i sistemi simultaneamente attivi: per esempio, l’attivazione del sistema di attaccamento inibisce in qualche misura l’uso delle capacità metacognitive e l’attivazione del sistema di difesa lo blocca del tutto.

vai a: La Neurologia dell'Attaccamento

Note Bibliografiche

* liberamente tratto da:

Le opere della coscienza, di Giovanni Liotti
Raffaello Cortina editore, Milano 2005

Sviluppi traumatici, di Giovanni Liotti e Benedetto Farina
Raffaello Cortina editore, Milano, 2011


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